Road trip da Valencia a Malaga: 850 km lungo la costa spagnola

Tappe del mio viaggio verso sud

Te lo racconto come farei davanti a un caffè, senza mappe aperte sul tavolo e senza l’ansia di arrivare subito al punto.

C’è stata quella volta in cui ho deciso di guidare lungo la costa spagnola.
Non tutta, è vero. Ma abbastanza da farmi dire, alla fine: “La parte che manca la farò la prossima volta”. Perché succede sempre così: non fai in tempo a chiudere un viaggio che già ne stai immaginando un altro. Come se la strada lasciasse fame invece che stanchezza.

Sono partita da Valencia e sono arrivata a Malaga in sei giorni, senza correre come si potrebbe pensare e senza collezionare luoghi ma lasciando che fosse la strada a dettare il ritmo. Non sono mai stata una grande amante delle città: preferisco i chilometri che scorrono, i paesaggi che cambiano all’improvviso, quella sensazione di libertà che arriva quando capisci che non devi dimostrare nulla a nessuno, nemmeno a te stessa.

E così, tra mare calmo d’inverno, miradores improvvisi, zone desertiche, montagne innevate e città che mescolano anima araba ed europea, questo road trip è diventato molto più di un semplice itinerario.
È stato un viaggio da assaporare lentamente, proprio come un buon caffè: senza fretta, lasciando che il gusto resti.

Valencia, il punto di partenza

Valencia è il punto di partenza ideale:
capitale della Comunità Valenciana, città d’arte, vivace, luminosa e con un grande patrimonio culturale.
Se puoi, ti consiglio di dormire in centro: anche se non è economica, con un po’ di fortuna si trovano ottime soluzioni, soprattutto in bassa stagione.

Passeggiare nella città vecchia è il modo migliore per entrare subito nell’atmosfera spagnola. E ovviamente non può mancare una paella valensiana autentica, preparata con pollo e coniglio, come vuole la tradizione.

Valensia Museo della scienza

Costa Blanca: da Jàvea a Calpe

Il giorno dopo ho ritirato l’auto.
E tutto è sembrato più semplice, già sentivo aria di libertà.

La prima parte del viaggio attraversa la Costa Blanca, una delle zone più panoramiche della costa sud della Spagna. La strada si è trasformata nel vero filo conduttore del viaggio: mare calmo, miradores panoramici, promontori a picco sull’acqua e piccoli centri abitati bianchi affacciati sul Mediterraneo.

Il profumo del mare mi cullava.

Da Jávea a Calpe, passando per Altea, ogni curva regalava una prospettiva diversa. A Benidorm, invece, il contrasto è stato totale: grattacieli, skyline, un tramonto che sembrava uscito da una città americana.
Non poteva poi mancare, quasi alla fine di ogni tappa, il vino rosso che ti scalda e il jamón che si scioglie in bocca. Un piccolo rito serale, prima di rimettere tutto nello zaino e ripartire il giorno dopo, senza sapere esattamente cosa mi avrebbe aspettato oltre la prossima curva.

Mirador a Calpe visto durante il road trip da Valencia a Malaga
Mirador a Jàvea visto durante il road trip da Valencia a Malaga

Da Alicante ad Almeria: il lato desertico della costa sud

Proseguendo da Alicante verso Almeria, il paesaggio è cambiato ancora: rocce, zone desertiche, un’atmosfera che ricorda il Far West.

Qui la Spagna diventa più araba che europea, e le alcazabe iniziano a raccontare una storia diversa a strapiombo sul mare.

L’architettura e i colori cambiano diventando più terrosi.

Se ami i contrasti tra cultura araba e mare ti racconto anche il mio viaggio nel nord del Marocco.

L'Alcazaba di Alicante
l'Alcazaba di Almeria

Granada e la Sierra Nevada

Granada è una delle tappe più intense di questo road trip. Anche se non si affaccia sul mare, è una deviazione che vale la pena: l’ Alhambra, con la sua Alcazaba domina la città dall’alto ed è il complesso monumentale più importante dell’ Andalusia a cui ho dedicato diverse ore.

Per i biglietti ti consiglio l’acquisto online sul sito ufficiale.

La città è circondata dalle montagne innevate della Sierra Nevada.

Salire in montagna è stata una delle sorprese più grandi del viaggio. In poche ore sono passata dal deserto alla neve, arrivando oltre i 2500 metri.
Eppure la verità è che non amo la neve e non amo le altitudini. Io sono una creatura di mare, di orizzonti aperti, non di strade che salgono e si stringono.

La discesa, poi, non è stata semplice. La strada era panoramica e bellissima ma a tratti pericolosa. Ho dovuto fare diverse deviazioni e il cellulare prendeva a intermittenza, come se anche lui avesse deciso di lasciarmi sola.

Alla fine della discesa, però, con mia sorpresa, sono stata ricompensata: un lago blu intenso spaccava le montagne a metà. Mi sono fermata lì, in silenzio, a godermi un paesaggio che solo la montagna sa regalare.

Malaga e la fine del road trip

L’ultima tappa è stata Malaga, città di Picasso, di piazze vive e di tradizioni.
A chiudere il mio viaggio è stato il tramonto dal Mirador de Gibralfaro: una vista colorata sulla città e sulla Plaza de Toros de La Malagueta, l’arena della corrida che ancora oggi mantiene viva una parte profonda della cultura spagnola.

Questo road trip non è stato solo una distanza percorsa, ma un modo diverso di attraversare la Spagna. Lentamente. Ascoltando la strada. Accettando i cambi di paesaggio senza soffermarsi troppo in quelle visite quasi obbligatorie che, alla lunga, rischiano di stancare e di far perdere di vista il vero motivo della partenza: il viaggio stesso.

Dal mare al deserto, dalla luce intensa dell’Andalusia all’aria più fresca della Sierra Nevada.

E forse è proprio questo il bello dei road trip: non ti lasciano mai davvero fermo. Ti fanno tornare a casa con un pezzo di strada ancora addosso e con una promessa non detta, quella di rimetterti in viaggio presto.

Magari lungo la costa che manca.
Magari davanti a un altro caffè.