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La mia prima volta in Marocco.

Chi pensa di aver visto Marrakech e di poter dire “ho visto il Marocco” probabilmente ha solo sfiorato la superficie.

Il Marocco è vasto, stratificato, pieno di contrasti.
È deserto del Sahara e montagne dell’Atlante, città imperiali e resort moderni, medine antiche e quartieri, a volte, con forte influenza Europea. È un paese economicamente più sviluppato di quanto molti immaginino, e non sempre economico come si pensa dall’Europa.

La prima volta che sono stata in Marocco ho scelto di esplorarne il nord.
Sono atterrata a Rabat, la capitale, con l’idea di fare ciò che faccio sempre: prendermela con calma.


Rabat: la capitale moderna del Marocco

Rabat mi ha sorpresa. È ordinata, moderna, elegante.
Nella parte nuova si respira un’influenza francese evidente: pasticcerie curate, caffè raffinati, palazzi amministrativi.

Poi, come in ogni città marocchina, c’è la medina. Più tranquilla rispetto a quella di Marrakech, meno aggressiva, più vivibile. Qui il tempo rallenta.

La città è attraversata dal fiume Bou Regreg, che segna il confine con Salé, più tradizionale e autentica. Attraversarlo per bere un tè marocchino significa cambiare atmosfera in pochi minuti.

Una cosa che non mi aspettavo? I trasporti funzionano benissimo. Tram moderni, autobus efficienti e una stazione ferroviaria ben organizzata. Non è un dettaglio scontato in Marocco.


Chefchaouen: la città blu tra le montagne

Per raggiungere Chefchaouen ho preso un grande taxi, il mezzo più comune per le lunghe tratte. In Marocco esistono piccoli taxi per la città e grandi taxi per viaggi più lunghi. Si parte solo quando il taxi è pieno. È parte dell’esperienza.

Chefchaouen è un paese blu incastonato tra le montagne.
Qui cambia tutto: il ritmo, l’aria, il silenzio.

Le salite sono ripide, ma in cima non c’è traffico. Le persone camminano lentamente. I muri blu riflettono la luce e trasmettono una serenità difficile da spiegare.

Ristoranti tipici, tè alla menta, piccole botteghe di spezie, tessuti, profumi.
La mattina le donne lavano il bucato al fiume. Se vuoi, puoi fare trekking sulle montagne o visitare la valle di Ketama.

A Chefchaouen non esiste la frenesia.
Respiri aria di montagna e impari a rallentare.


Tangeri: l’oceani davanti alla Spagna

Dopo qualche giorno però mi è tornata quella sensazione che conosco bene: il bisogno di muovermi.

Forse perché siamo viaggiatori.
Forse perché non vedevo il mare da troppo tempo.

Così ho preso un altro grande taxi e mi sono diretta verso Tangeri.

Tangeri è bianca.
Pulita.
Affacciata sull’oceano Atlantico che incorpora anche il mar Mediterraneo, davanti alla Spagna.

La medina è una delle più belle che abbia visto in Marocco: arroccata in alto, con scorci sull’oceano. Qui il Marocco guarda l’Europa, ma resta profondamente se stesso.


Casablanca e la Moschea di Hassan II

Per tornare ho preso il treno fino a Rabat. Puntuale, veloce, comodo.

Il giorno dopo sono andata a Casablanca.
Per vedere la Moschea di Hassan II, la più grande del Marocco. Una struttura imponente, moderna, che si affaccia sull’oceano.

No, non è vero, in realtà sono andata a trovare un vecchio amico che vive a Casablanca e abbiamo colto l’occasione per visitarla insieme. Ovviamente non puoi entrare all’interno della moschea, a meno che tu non sia mussulmano, o in orari molto specifici in cui è aperta ai turisti.

La parte più bella di Casablanca, nonostante il suo caos, è stata fermarmi sulla scogliera vicino alla moschea e guardare l’orizzonte. I bambini giocavano nell’acqua, spensierati, e in mezzo a quella città frenetica ho sentito una leggerezza inattesa.



Il Nord del Marocco: cosa aspettarsi davvero

Il Nord del Marocco non è deserto infinito né caos permanente.
È equilibrio tra moderno e tradizione, tra oceano e montagne, tra medine caotiche e capitali ordinate.

Le città cambiano molto tra di loro ed è un Marocco diverso da quello che spesso si immagina

Era la mia prima volta nel paese.

La seconda, te la racconto nel prossimo articolo.